Attivato 05/11/2026 at 9:38 am
Concorso Difesa 1.100: prove da rifare, cosa sappiamo
Concorso Difesa 1.100 assistenti: il Tribunale di Milano dichiara discriminatorio il requisito della cittadinanza e ordina di indire di nuovo le prove
Concorso Difesa 1.100 assistenti: che cosa ha deciso il Tribunale di Milano
Il 30 ottobre 2026 il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha comunicato il dispositivo di una sentenza che dichiara discriminatoria la clausola del bando del concorso Difesa 1.100 assistenti nella parte in cui richiede il possesso della cittadinanza italiana. Il giudice è la dott.ssa Saioni. La decisione è stata resa pubblica il 3 novembre 2026 da ASGI, APN e CGIL Lombardia.
Il procedimento nasce da una diffida inviata nel gennaio 2026 e da un ricorso notificato nel luglio 2026. Il concorso, nel frattempo, è andato avanti: le domande si sono chiuse il 27 gennaio 2026 e le prove scritte si sono svolte dal 7 al 9 ottobre 2026.
Questo articolo distingue tre cose che in queste ore vengono spesso confuse: che cosa ha ordinato il giudice, che cosa ha fatto finora il Ministero, e che cosa non si sa ancora. Aggiornato al 5 novembre 2026.
Che cosa ordina la decisione, punto per punto
Gli ordini al Ministero della difesa, nella formulazione resa nota dalle associazioni che hanno promosso il ricorso.
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Ordine |
Contenuto |
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Modificare il bando |
Ammettere alla partecipazione, fermi restando tutti gli altri requisiti, le categorie di stranieri indicate sotto. |
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Riaprire le domande |
Entro tre giorni dall’ordine. |
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Fissare un termine congruo |
Per consentire la presentazione delle domande a chi era stato escluso. |
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Penale |
100 euro per ogni giorno di ritardo nella riapertura. |
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Indire di nuovo le prove scritte |
Perché l’ammissione di persone escluse in origine lo richiede. |
Chi deve essere ammesso secondo la decisione
Le categorie indicate da ASGI sono i cittadini di altri Stati dell’Unione europea e i cittadini di Paesi terzi familiari di cittadini dell’Unione, insieme ai titolari di permesso per soggiornanti di lungo periodo e ai titolari di protezione internazionale. Alcune ricostruzioni giornalistiche citano espressamente anche i rifugiati e i titolari di protezione sussidiaria.
In tutti i casi la decisione non elimina gli altri requisiti del bando: titolo di studio, età, idoneità e il resto restano quelli previsti. Cambia soltanto la clausola sulla cittadinanza.
La formulazione esatta delle categorie ammesse sarà quella del provvedimento di modifica del bando, quando il Ministero lo adotterà. Finché quel documento non esiste, nessun elenco pubblicato su un sito privato è l’elenco definitivo.
Che cosa è successo finora, in ordine di data
La cronologia aiuta a capire perché la situazione è complicata.
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Data |
Che cosa è successo |
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Gennaio 2026 |
ASGI invia una diffida sulla clausola di cittadinanza. |
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27 gennaio 2026, ore 18:00 |
Si chiudono le domande del concorso Difesa 1.100 assistenti. |
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Luglio 2026 |
Viene notificato il ricorso. |
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7-9 ottobre 2026 |
Si svolgono le prove scritte. |
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Ottobre 2026 |
Vengono pubblicati gli esiti e i punteggi individuali nelle aree personali dei candidati. |
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30 ottobre 2026 |
Il Tribunale di Milano comunica il dispositivo di sentenza. |
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3 novembre 2026 |
ASGI, APN e CGIL Lombardia rendono pubblica la decisione. |
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4-5 novembre 2026 |
La scheda pubblica del concorso risulta ancora chiusa, con la scadenza del 27 gennaio 2026. Nessun nuovo termine, nessuna convocazione, nessun calendario di nuove prove. |
Che cosa non è ancora successo
Alla data di questo articolo non risulta pubblicato alcun atto ufficiale che dia attuazione alla decisione. In particolare: non c’è un avviso di riapertura dei termini, non c’è una nuova scadenza per le domande, non c’è un provvedimento di modifica del bando e non c’è un calendario di nuove prove.
Secondo quanto riportato dalla stampa, il Ministero della difesa ha fatto sapere che la sentenza non gli era ancora stata notificata. Questo è il punto che spiega lo stallo: il termine di tre giorni e la penale di 100 euro al giorno decorrono dall’ordine, e la notifica è il passaggio che lo rende operativo nei confronti dell’amministrazione.
Non risulta, al momento, l’annuncio di un’impugnazione. Non è un dato definitivo: un dispositivo di sentenza può essere impugnato, e il fatto che nessuno ne abbia dato notizia non significa che non accadrà.
Le prove si sono già svolte: che cosa cambia per chi le ha sostenute
È la parte che riguarda il maggior numero di persone, ed è anche quella su cui si può dire meno con certezza. Le prove scritte si sono svolte dal 7 al 9 ottobre 2026 e i punteggi sono già nelle aree personali dei candidati.
La decisione ordina di indire di nuovo le prove scritte. Che cosa questo significhi in concreto per chi le ha già sostenute — se la prova sarà ripetuta per tutti, se ci sarà una sessione aggiuntiva per i soli nuovi ammessi, se i punteggi già attribuiti restino validi — non è stabilito da nessun atto pubblicato. Chiunque affermi oggi di saperlo con certezza sta facendo una previsione.
ASGI ha osservato che il Ministero ha svolto le prove nonostante la diffida di gennaio e il ricorso di luglio. È un rilievo sulle ragioni della situazione attuale, non un’indicazione su come verrà risolta.
Perché «dispositivo di sentenza» non è ancora la sentenza completa
Il dispositivo è la parte della sentenza che contiene la decisione: che cosa il giudice accoglie e che cosa ordina. Le motivazioni, cioè il ragionamento giuridico, possono essere depositate in un momento successivo.
La distinzione conta per due ragioni pratiche. La prima è che gli obblighi del Ministero nascono dalla decisione comunicata, non dal deposito delle motivazioni. La seconda è che fino al deposito non si conoscono i passaggi argomentativi, e quindi non si può valutare con precisione quanto sia probabile un esito diverso in un eventuale grado successivo.
Per chi segue il concorso la conseguenza è semplice: gli unici documenti che cambieranno la situazione sono un avviso del Ministero o della Commissione RIPAM, oppure un provvedimento di un giudice. Le notizie di stampa raccontano, non dispongono.
Che cosa può fare adesso chi era escluso per la cittadinanza
La decisione riguarda il bando, non le singole posizioni: non apre automaticamente un canale individuale. Chi rientra nelle categorie indicate e non ha potuto presentare domanda a gennaio dovrà attendere l’avviso di riapertura dei termini, che è l’atto con cui il Ministero darà attuazione all’ordine.
Nel frattempo le due cose utili sono procurarsi per tempo i documenti che il bando richiede — titolo di studio, eventuale equipollenza di un titolo conseguito all’estero, SPID o CIE per l’accesso al portale — e controllare periodicamente la scheda del concorso. Il termine che verrà fissato è un «termine congruo», non necessariamente lungo.
Per la valutazione della propria posizione individuale il riferimento sono le associazioni che hanno promosso il ricorso o un legale. Questo articolo riporta che cosa è stato deciso e che cosa risulta pubblicato, non fornisce consulenza legale.
Che cosa può fare adesso chi ha già sostenuto la prova
La cosa concreta è conservare tutto: la ricevuta della domanda, la convocazione, l’attestato di partecipazione e la schermata del punteggio ottenuto nell’area personale. Sono i documenti che servono in qualunque scenario, compreso quello in cui i punteggi restino validi.
La seconda è non interrompere la preparazione. Se le prove verranno indette di nuovo, il programma resta quello del bando e le settimane di studio perse non si recuperano. Se invece i punteggi resteranno validi, chi ha continuato a studiare arriva comunque pronto alle fasi successive.
La terza è controllare la scheda del concorso almeno una volta alla settimana: in queste procedure la convocazione ha valore di notifica, e non arriva alcuna comunicazione personale.
Il concorso Difesa 1.100 assistenti: i profili e i posti
I 1.100 posti sono ripartiti su sedici profili. Il più numeroso vale da solo più della metà del concorso.
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Profilo |
Posti |
Profilo |
Posti |
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Assistenti amministrativi |
600 |
Assistenti tecnici per l’informatica |
20 |
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Assistenti tecnici motoristica, meccanica e armi |
105 |
Assistenti tecnici cartografia e grafica |
14 |
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Assistenti tecnici edilizia e manutenzioni |
88 |
Assistenti tecnici nautici |
12 |
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Assistenti tecnici sistemi elettrici ed elettromeccanici |
65 |
Assistenti tecnici chimico-fisici |
10 |
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Assistenti tecnici elettronica e telecomunicazioni |
53 |
Assistenti sanitari |
9 |
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Assistenti tecnici per le lavorazioni |
48 |
Assistenti tecnici artificieri |
7 |
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Assistenti ai servizi di vigilanza |
40 |
Assistenti per i servizi informativi |
5 |
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Assistenti ai servizi di supporto |
22 |
Assistenti alimentazione e ristorazione |
2 |
La decisione del Tribunale riguarda il bando nel suo complesso, quindi tutti e sedici i profili.
Com’è fatta la prova scritta del concorso Difesa 1.100 assistenti
La prova è unica e consiste in 40 quesiti a risposta multipla da risolvere in 60 minuti. Il punteggio massimo è 30 e la prova si supera con 21 su 30. Ai candidati che superano la prova si aggiungono fino a 7 punti per i titoli.
I 40 quesiti sono così divisi: 25 sulle materie, di cui 12 comuni a tutti i profili e 13 specifici del profilo scelto; 7 di logica; 8 situazionali.
Le materie comuni sono diritto amministrativo, diritto penale con riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione, Codice dell’Amministrazione digitale, ordinamento del Ministero della difesa, inglese di livello A2 e competenze informatiche e digitali.
Un dato utile a chi si prepara: per il profilo degli assistenti amministrativi le materie della prova coincidono con quelle del concorso RIPAM per 2.913 assistenti amministrativi, con l’eccezione dell’ordinamento, che in un caso è quello del Ministero della difesa e nell’altro quello delle diverse Amministrazioni coinvolte. È il motivo per cui esistono volumi che coprono entrambi i concorsi.
Dove guardare quando uscirà l’avviso
La fonte da controllare è la scheda del concorso sul portale inPA, insieme agli avvisi della Commissione RIPAM. In queste procedure le pubblicazioni sulla scheda hanno valore di notifica: non arrivano mail né PEC personali.
Fino a quel momento, e lo ripetiamo perché in queste settimane circoleranno molte ricostruzioni diverse, la situazione è questa: una decisione comunicata il 30 ottobre, nessun atto di attuazione pubblicato, nessuna nuova scadenza e nessun calendario di nuove prove.
Domande frequenti
Che cosa ha deciso il Tribunale di Milano sul concorso Difesa 1.100 assistenti?
Il 30 ottobre 2026 il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha comunicato il dispositivo di una sentenza che dichiara discriminatoria la clausola del bando che richiedeva la cittadinanza italiana. Ha ordinato al Ministero della difesa di modificare il bando, di riaprire le domande entro tre giorni fissando un termine congruo, con una penale di 100 euro per ogni giorno di ritardo, e di indire di nuovo le prove scritte.
Le domande del concorso Difesa 1.100 assistenti sono state riaperte?
Alla data del 5 novembre 2026 non risulta pubblicato alcun avviso di riapertura. La scheda pubblica del concorso riporta ancora lo stato di procedura chiusa e la scadenza originaria del 27 gennaio 2026. La riapertura è stata ordinata dal giudice ma non è ancora stata attuata con un atto ufficiale.
Qual è la nuova scadenza per le domande del concorso Difesa 1.100 assistenti?
Non è nota. La decisione impone al Ministero della difesa di fissare un «termine congruo» per la presentazione delle domande, ma il termine concreto sarà indicato nell’avviso di riapertura, che al 5 novembre 2026 non è stato pubblicato.
Chi potrà partecipare al concorso Difesa 1.100 assistenti dopo la decisione?
Secondo quanto reso noto da ASGI, dovranno essere ammessi i cittadini di altri Stati dell’Unione europea, i cittadini di Paesi terzi familiari di cittadini dell’Unione, i titolari di permesso per soggiornanti di lungo periodo e i titolari di protezione internazionale, fermi restando tutti gli altri requisiti del bando. L’elenco definitivo sarà quello del provvedimento di modifica del bando.
Le prove del concorso Difesa 1.100 assistenti saranno rifatte?
La decisione ordina di indire nuovamente le prove scritte. Non è però stato pubblicato alcun atto che stabilisca come: se la prova sarà ripetuta per tutti, se sarà prevista una sessione aggiuntiva per i soli nuovi ammessi, o se i punteggi già attribuiti resteranno validi. Al 5 novembre 2026 non esiste un calendario di nuove prove.
Quando si sono svolte le prove scritte del concorso Difesa 1.100 assistenti?
Dal 7 al 9 ottobre 2026. Gli esiti sono stati pubblicati e i punteggi individuali sono consultabili nelle aree personali dei candidati.
Che cosa deve fare chi ha già sostenuto la prova del concorso Difesa 1.100 assistenti?
Conservare la ricevuta della domanda, la convocazione, l’attestato di partecipazione e la schermata del punteggio, continuare la preparazione perché il programma del bando non cambia, e controllare periodicamente la scheda del concorso: in queste procedure le pubblicazioni hanno valore di notifica e non arrivano comunicazioni personali.
Il Ministero della difesa ha impugnato la decisione sul concorso 1.100 assistenti?
Al 5 novembre 2026 non risulta annunciata alcuna impugnazione. Secondo quanto riportato dalla stampa, il Ministero ha fatto sapere che la sentenza non gli era ancora stata notificata. Un dispositivo di sentenza è comunque impugnabile, quindi l’assenza di notizie non esclude che ciò avvenga.
Che differenza c’è fra dispositivo di sentenza e sentenza nel concorso Difesa 1.100?
Il dispositivo contiene la decisione, cioè che cosa il giudice accoglie e che cosa ordina; le motivazioni, cioè il ragionamento giuridico, possono essere depositate in un momento successivo. Gli obblighi del Ministero nascono dalla decisione comunicata, non dal deposito delle motivazioni.
Quanti posti ha il concorso Difesa 1.100 assistenti e come sono divisi?
Sono 1.100 posti distribuiti su sedici profili. Il più numeroso è quello degli assistenti amministrativi con 600 posti, seguito dagli assistenti tecnici motoristica, meccanica e armi con 105 e dagli assistenti tecnici edilizia e manutenzioni con 88.
Com’è fatta la prova scritta del concorso Difesa 1.100 assistenti?
È una prova unica di 40 quesiti a risposta multipla in 60 minuti, con punteggio massimo di 30 e soglia di 21 su 30, più fino a 7 punti per i titoli a chi la supera. I 40 quesiti sono 25 di materie — 12 comuni e 13 specifici del profilo — 7 di logica e 8 situazionali.
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