Attivato 03/10/2026 at 9:41 am
Cosa studiare per il concorso Ministero della Cultura 1800 posti: quanto pesa ogni materia e come ripassare nelle ultime settimane
Cosa studiare per il concorso Ministero della Cultura 1800 posti: la risposta in tre righe
Per il concorso Ministero della Cultura 1800 posti si studiano sette materie comuni a entrambi i codici — diritto amministrativo con contratti pubblici, lavoro pubblico, responsabilità dei dipendenti e protezione dei dati personali, diritto penale limitato ai reati contro la Pubblica Amministrazione, Codice dell'Amministrazione digitale, diritto dell'Unione europea, contabilità di Stato, inglese A2 e informatica — più quattro materie specifiche che cambiano a seconda che si concorra per il codice 01 o per il codice 02. A queste si aggiungono logica e quesiti situazionali, che insieme valgono quindici quesiti su quaranta.
Ed è proprio questo il punto che quasi nessuno dice: nel concorso Ministero della Cultura 1800 posti le materie giuridiche e tecniche valgono venticinque quesiti su quaranta, mentre gli altri quindici non si studiano sui manuali. Chi divide il tempo di studio in parti uguali fra le materie sta allocando male più di un terzo della prova.
Qui sotto c'è il peso reale di ogni materia, il calcolo di quante risposte esatte servono davvero per arrivare a 21/30, e un elemento del bando che circola sbagliato praticamente ovunque: la penalità di 0,25 punti non si applica a tutti i quaranta quesiti. Tutti i dati che seguono sono presi dal testo del bando, articolo 6, e dalle FAQ ufficiali allegate.
Quanto pesa ogni materia: la matematica dei 40 quesiti
La prova del concorso Ministero della Cultura 1800 posti è unica, al computer, con quaranta quesiti a risposta multipla da risolvere in sessanta minuti e un punteggio massimo di 30 punti. Non c'è preselettiva, non c'è prova orale, non c'è punteggio per i titoli: tutto si gioca in quell'ora. Questa è la ripartizione esatta.
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Blocco |
Quesiti |
Peso sui 40 |
Punti massimi |
|
Materie comuni ai due codici |
10 |
25% |
7,5 |
|
Materie specifiche del proprio codice |
15 |
37,5% |
11,25 |
|
Logica deduttiva e ragionamento critico-verbale |
7 |
17,5% |
5,25 |
|
Quesiti situazionali |
8 |
20% |
6,0 |
|
Totale |
40 |
100% |
30,0 |
Il dato da cui partire è l'ultima colonna. Logica e situazionali insieme valgono 11,25 punti su 30, cioè più di un terzo del punteggio massimo, e sono gli unici due blocchi che non si preparano leggendo. Le materie specifiche del proprio codice, da sole, valgono più delle materie comuni: 11,25 punti contro 7,5. Chi parte da diritto amministrativo perché «è la base» sta investendo sul blocco che pesa meno.
Il tempo, intanto, è di novanta secondi a quesito. Non è poco in assoluto, ma è poco per un quesito situazionale, che va letto per intero prima di poter scegliere. La prova si svolge con strumenti digitali: fino all'acquisizione definitiva si possono correggere le risposte già date, e in caso di malfunzionamento la commissione concede un tempo aggiuntivo pari alla durata del guasto.
La penalità di 0,25 punti non vale per tutti i quesiti: il dettaglio del bando che circola sbagliato
Questa è la correzione più utile che possiamo fare, e viene direttamente dall'articolo 6 del bando. La regola che si legge ovunque — più 0,75 per la risposta esatta, zero per la mancata risposta, meno 0,25 per quella errata — è esatta, ma vale su trentadue quesiti, non su quaranta.
Per i venticinque quesiti di materia e per i sette di logica il bando prevede testualmente: risposta esatta +0,75, mancata risposta 0, risposta errata −0,25. Per gli otto quesiti situazionali, invece, il criterio è completamente diverso e non prevede alcuna penalità: risposta più efficace +0,75, risposta neutra +0,375, risposta meno efficace 0.
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Tipo di quesito |
Quanti |
Risposta esatta o più efficace |
Risposta intermedia |
Risposta errata o meno efficace |
Mancata risposta |
|
Materie comuni e specifiche |
25 |
+0,75 |
— |
−0,25 |
0 |
|
Logico-deduttivi e critico-verbali |
7 |
+0,75 |
— |
−0,25 |
0 |
|
Situazionali |
8 |
+0,75 |
+0,375 |
0 |
0 |
La conseguenza pratica è netta e vale la pena impararla a memoria: sui quesiti situazionali non conviene mai lasciare in bianco. Il peggio che può capitare è zero, esattamente quanto vale la mancata risposta, e la risposta «neutra» vale comunque mezzo punto pieno. Omettere un situazionale è l'unico errore di strategia che in questa prova non ha alcuna giustificazione aritmetica.
Sui trentadue quesiti con penalità il ragionamento è l'opposto e dipende da quante opzioni di risposta ha ogni quesito. Il bando non lo dice — e nemmeno le FAQ: il dato comparirà nell'avviso di convocazione con le istruzioni operative, che esce insieme al diario. Il calcolo però si fa lo stesso. Se le opzioni sono quattro, tirare a indovinare alla cieca ha un valore atteso esattamente pari a zero: la penalità è calibrata per rendere il caso puro indifferente. Se le opzioni sono tre, tirare a indovinare conviene leggermente. E in tutti i casi, se si riesce a escludere anche una sola opzione sbagliata, rispondere conviene sempre. La regola operativa è una sola: non lasciare in bianco un quesito su cui hai eliminato qualcosa, lascia in bianco solo quelli su cui non hai nessun appiglio.
Quante risposte esatte servono davvero per arrivare a 21 su 30
La soglia del concorso Ministero della Cultura 1800 posti è 21/30. Detta così sembra il 70% ed è un numero rassicurante. Fatto il calcolo con i punteggi reali, lo è molto meno — e il risultato dipende in modo sorprendente proprio dagli otto situazionali.
Ipotizziamo di rispondere a tutti e trentadue i quesiti con penalità. In quel caso il punteggio di quel blocco è semplicemente il numero di risposte esatte meno otto. A quel punto tutto dipende da come sono andati i situazionali.
|
Come vanno gli 8 situazionali |
Punti dai situazionali |
Risposte esatte necessarie sugli altri 32 |
|
Tutti con la risposta più efficace |
6,0 |
23 su 32 |
|
Tutti con la risposta neutra |
3,0 |
26 su 32 |
|
Tutti con la risposta meno efficace |
0,0 |
29 su 32 |
Otto quesiti su quaranta spostano da ventitré a ventinove le risposte esatte richieste sul resto della prova. È uno scarto di sei risposte, cioè la differenza fra una prova abbordabile e una prova quasi impossibile. E sono i quesiti su cui nessuno si allena, perché non si studiano su un manuale di diritto.
C'è poi la strategia alternativa: rispondere solo a ciò che si sa, lasciando in bianco il resto. Senza nessuna risposta errata, e con situazionali di livello medio, bastano ventiquattro risposte esatte sui trentadue quesiti con penalità. Due in meno rispetto a chi risponde a tutto tirando a indovinare sul resto. Ma attenzione: vale solo per il caso puro. Se riesci a escludere un'opzione, la matematica torna a favore del rispondere.
Il messaggio pratico per chi sta programmando il ripasso: il margine di errore tollerato è stretto. Non è una prova che si supera avendo una vaga idea di tutto; è una prova che si supera avendo poche cose molto sicure e una tecnica precisa su logica e situazionali.
Le materie comuni del concorso Ministero della Cultura 1800 posti, nella dizione del bando
Dieci quesiti su queste sette voci, identiche per il codice 01 e per il codice 02. Le riportiamo nella formulazione del bando perché i dettagli fra parentesi delimitano il perimetro e quasi tutte le sintesi in circolazione li perdono.
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Materia |
Perimetro indicato dal bando |
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Elementi di diritto amministrativo |
Con particolare riferimento al codice dei contratti pubblici, alla disciplina del lavoro pubblico, alla responsabilità dei pubblici dipendenti e alla protezione dei dati personali |
|
Nozioni di diritto penale |
Con particolare riferimento ai reati contro la Pubblica Amministrazione |
|
Codice dell'Amministrazione digitale |
— |
|
Elementi di diritto dell'Unione europea |
— |
|
Elementi di contabilità di Stato |
— |
|
Lingua inglese |
Livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento |
|
Tecnologie informatiche |
Tecnologie dell'informazione e della comunicazione, programmi informatici più diffusi, quelli in uso all'amministrazione e software gestionali utilizzati nei processi lavorativi di competenza |
Due cose da notare, perché cambiano il modo di studiare. La prima: la protezione dei dati personali e la responsabilità dei pubblici dipendenti sono dentro il diritto amministrativo comune, esplicitamente. Significa che il GDPR è materia d'esame a pieno titolo, non una coda del Codice dell'Amministrazione digitale. La seconda: l'informatica non è generica, il bando nomina anche i software «in uso all'amministrazione», il che sposta il baricentro dai concetti astratti agli strumenti d'ufficio.
Le materie specifiche del codice 01 e del codice 02
Quindici quesiti, ed è il blocco che pesa di più. Qui le due prove divergono completamente: sono quattro voci per ciascun codice, e si studiano solo quelle del codice per cui si è presentata domanda.
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Codice 01 — tutela, accoglienza e vigilanza |
Codice 02 — assistente tecnico |
|
Legislazione in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento a luoghi di lavoro, uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, cantieri temporanei o mobili, segnaletica di salute e sicurezza sul lavoro |
Nozioni di archeologia, storia dell'arte, storia della critica d'arte, museologia e museografia |
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Nozioni di marketing e comunicazione |
Metodologie e tecniche dello scavo e della ricerca archeologica, anche in ambito subacqueo |
|
Elementi di diritto del patrimonio culturale e nozioni sul patrimonio culturale |
Elementi di diritto del patrimonio culturale e nozioni sul patrimonio culturale |
|
Struttura e organizzazione del Ministero della cultura |
Struttura e organizzazione del Ministero della cultura |
Tre dettagli del bando che le sintesi in circolazione non riportano e che fanno la differenza su un quiz. Per il codice 01, la sicurezza sul lavoro non è tutto il decreto legislativo 81: il bando circoscrive a luoghi di lavoro, attrezzature e dispositivi di protezione individuale, cantieri temporanei o mobili e segnaletica. Per il codice 02, oltre ad archeologia e storia dell'arte il bando nomina espressamente la storia della critica d'arte, la museografia come disciplina distinta dalla museologia, e lo scavo in ambito subacqueo.
Due voci sono identiche per entrambi i codici: il diritto del patrimonio culturale e la struttura e organizzazione del Ministero della cultura. Su quest'ultima, un'osservazione che viene dai dati di ricerca e non dall'intuito: «struttura e organizzazione del Ministero della cultura» è una delle pochissime ricerche di questo concorso su cui le persone cliccano davvero. È una materia che si può imparare in un pomeriggio guardando l'organigramma, e vale quanto le altre. È il rapporto fra tempo investito e punti ottenibili più favorevole dell'intera prova.
Logica e quesiti situazionali: quindici quesiti che non si studiano sui manuali
Sette quesiti verificano la capacità logico-deduttiva e di ragionamento critico-verbale. Otto sono situazionali: il bando li descrive come quesiti che «descriveranno situazioni concrete di lavoro, rispetto alle quali si intende valutare la capacità di giudizio dei candidati, chiedendo loro di decidere, tra alternative predefinite di possibili corsi d'azione, quale ritengano più adeguata».
Sono quindici quesiti su quaranta — l'equivalente esatto di tutte le materie specifiche del proprio codice — e hanno una caratteristica che li rende diversi da tutto il resto: non c'è nulla da memorizzare. Si migliorano solo facendoli. Chi non ha mai visto un quesito situazionale prima del giorno della prova ci arriva senza alcuna idea di che cosa l'amministrazione consideri «la risposta più efficace», e su otto quesiti senza penalità è un peccato.
La logica di ragionamento critico-verbale, in particolare, è la parte in cui si perde più tempo: brani da leggere, inferenze da verificare, trabocchetti sulle negazioni. Novanta secondi a quesito sono pochi se si arriva senza automatismi. È la parte in cui l'allenamento rende in modo più misurabile, e spesso quella su cui si studia meno.
Non esiste una banca dati ufficiale: che cosa significa davvero
È scritto nel bando, articolo 6 comma 4, con queste parole: «Non è prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti prima dello svolgimento della prova». Ed è ripetuto nelle FAQ ufficiali allegate al bando, alla domanda 35. Non ci sono margini di interpretazione: per il concorso Ministero della Cultura 1800 posti non uscirà alcuna banca dati.
Le conseguenze sono due e vanno dette entrambe. La prima: tutto quello che si trova in rete come «banca dati del concorso MiC 1800» è una ricostruzione commerciale o amatoriale, non materiale ufficiale. Può essere utile come esercizio, ma chi la presenta come la banca dati del concorso dice una cosa non vera.
La seconda, più importante: senza banca dati non esiste la scorciatoia. In molti concorsi recenti ci si prepara imparando a riconoscere i quesiti; qui non si può. Bisogna sapere le materie. Questo rende la preparazione più onesta e, paradossalmente, più prevedibile: il programma d'esame del bando è tutto quello che c'è, e chi lo copre tutto non può essere colto di sorpresa.
Quanto tempo resta e come distribuirlo
Al momento in cui scriviamo il calendario della prova non è stato pubblicato. Il bando prevede che data e luogo siano resi disponibili sul portale inPA almeno quindici giorni prima: finché su inPA non compare nulla, la prova non può svolgersi prima di due settimane. L'amministrazione ha confermato ai sindacati, nell'incontro del 30 settembre 2026, che la prova si terrà a novembre, e che Formez avrebbe individuato una decina di sedi territoriali: sono dichiarazioni riportate a verbale sindacale, non atti ufficiali. Di questo, e di dove si controlla il calendario, abbiamo scritto nell'articolo dedicato alle date della prova.
Il che significa, realisticamente, fra le quattro e le otto settimane di tempo. Ecco come distribuirle, partendo dai pesi della tabella e non dalle abitudini.
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Quota del tempo |
A che cosa dedicarla |
Perché |
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35% |
Le quattro materie specifiche del proprio codice |
Valgono 11,25 punti su 30, più di ogni altro blocco, e sono circoscritte |
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25% |
Le sette materie comuni |
Valgono 7,5 punti ma sono sette discipline: serve una sintesi, non sette manuali |
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25% |
Logica e quesiti situazionali |
Valgono 11,25 punti e si migliorano solo esercitandosi. È il blocco più trascurato |
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10% |
Struttura e organizzazione del MiC, inglese A2, informatica |
Punti rapidi: poche ore, resa alta, nessuna difficoltà concettuale |
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5% |
Simulazioni complete a tempo |
Serve ad allenare i 90 secondi a quesito e a scoprire dove si perde tempo |
Una regola che vale più di qualsiasi tabella: in quattro settimane non si legge un manuale da novecento pagine. Chi parte adesso da zero ha bisogno di una sintesi, non di un trattato; chi ha già studiato durante l'estate ha bisogno di ripassare e di esercitarsi, non di ricominciare. Il rischio più concreto in questa fase non è studiare poco, è studiare la cosa sbagliata con il poco tempo che resta.
Quale strumento serve a chi: manuale, compendio sintetico o quiz
La domanda che arriva più spesso in questi giorni non è «che cosa studiare» ma «che cosa compro adesso». Dipende da dove si è, e la risposta onesta è che non servono tutti e tre.
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Se ti trovi così |
Lo strumento giusto |
Perché |
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Parti da zero e hai due mesi o più |
Manuale completo di teoria e quiz |
È l'unico modo di coprire davvero sette materie comuni più quattro specifiche partendo da niente |
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Hai già studiato e devi ripassare, oppure parti adesso con poche settimane |
Compendio sintetico |
Ti dà la trattazione schematica di tutte le materie del bando in un formato che si finisce. Un manuale da 988 pagine, in quattro settimane, non si finisce |
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Conosci le materie e ti serve allenamento |
Quiz commentati e simulatore |
A questo punto il collo di bottiglia non è la teoria, è la velocità e la tecnica di risposta |
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Vuoi un percorso guidato con correzioni |
Corso con simulazioni |
Ha senso se il problema è la costanza, non il materiale |
Per il codice 01 abbiamo pubblicato in questi giorni un compendio della collana Compendio Fast, pensato esattamente per il secondo caso: la trattazione schematica di tutte le materie del bando per la prova scritta, con accesso al simulatore online. Va detto con chiarezza che cosa contiene e che cosa no, perché è l'informazione che fa scegliere bene. Il volume copre le materie, cioè i venticinque quesiti di teoria. Logica, quesiti situazionali, inglese e informatica non sono nel volume: si allenano sulla piattaforma kapisko.it, dove vanno fatti e rifatti. Ed è un volume per il codice 01: chi concorre per il codice 02, con archeologia, storia dell'arte e metodologie di scavo, ha bisogno del manuale e dei quiz dedicati a quel codice.
Gli errori che fanno perdere punti anche a chi ha studiato
Riassumiamo in un elenco quello che emerge dai numeri di questo articolo, perché sono tutti errori evitabili a costo zero.
• Lasciare in bianco un quesito situazionale. Non c'è penalità: il minimo è zero, come la mancata risposta, e la risposta neutra vale 0,375. Non rispondere è puro spreco.
• Lasciare in bianco un quesito su cui si è esclusa almeno un'opzione. Con una opzione eliminata, il valore atteso della risposta diventa positivo in ogni scenario.
• Dedicare metà del tempo al diritto amministrativo perché è la materia più nota. Vale una quota dei dieci quesiti comuni, cioè meno di 7,5 punti divisi per sette materie.
• Arrivare alla prova senza aver mai fatto una simulazione a tempo. Novanta secondi a quesito si imparano solo cronometrandosi, e quasi tutti scoprono di perdere tempo sul critico-verbale.
• Trascurare struttura e organizzazione del Ministero della cultura. È la materia che si impara più in fretta di tutte e vale come le altre.
• Cercare la banca dati. Non esiste e non uscirà: ogni ora spesa a cercarla è un'ora sottratta al programma d'esame, che invece è pubblico e completo.
Domande frequenti
Cosa devo studiare per il concorso Ministero della Cultura 1800 posti?
Per il concorso Ministero della Cultura 1800 posti si studiano sette materie comuni a entrambi i codici — elementi di diritto amministrativo con contratti pubblici, lavoro pubblico, responsabilità dei pubblici dipendenti e protezione dei dati personali; nozioni di diritto penale sui reati contro la Pubblica Amministrazione; Codice dell'Amministrazione digitale; diritto dell'Unione europea; contabilità di Stato; inglese livello A2; tecnologie informatiche — più quattro materie specifiche del proprio codice. Per il codice 01 sono sicurezza sul lavoro, marketing e comunicazione, diritto del patrimonio culturale e struttura del Ministero; per il codice 02 archeologia, storia dell'arte, critica d'arte, museologia e museografia, metodologie di scavo anche subacqueo, diritto del patrimonio culturale e struttura del Ministero. A queste si aggiungono logica e quesiti situazionali, che non si studiano sui manuali.
Quali sono le prove scritte del concorso 1800 del Ministero della Cultura?
Il concorso Ministero della Cultura 1800 posti prevede una sola prova scritta, al computer, distinta per codice di concorso: quaranta quesiti a risposta multipla da risolvere in sessanta minuti, con un punteggio massimo di 30 punti. I quesiti sono dieci comuni ai due codici, quindici specifici del proprio codice, sette logico-deduttivi e di ragionamento critico-verbale e otto situazionali. Non sono previste prova preselettiva, prova orale né punteggio per i titoli.
Qual è il punteggio minimo per superare il concorso Ministero della Cultura?
Il punteggio minimo del concorso Ministero della Cultura 1800 posti è 21 su 30. Tradotto in risposte esatte, rispondendo a tutti i trentadue quesiti soggetti a penalità, servono ventitré risposte esatte se gli otto quesiti situazionali vengono tutti risolti con la risposta più efficace, ventisei se i situazionali danno un punteggio intermedio e ventinove se i situazionali vanno male. Rispondendo solo a ciò che si sa, senza alcuna risposta errata, bastano ventiquattro risposte esatte sui trentadue quesiti con penalità in uno scenario intermedio.
Come funziona il punteggio del concorso Ministero della Cultura 1800 posti?
Nel concorso Ministero della Cultura 1800 posti il punteggio non è uniforme su tutti i quesiti. Per i venticinque quesiti di materia e per i sette di logica vale: risposta esatta +0,75 punti, mancata risposta 0 punti, risposta errata −0,25 punti. Per gli otto quesiti situazionali il criterio è diverso e non prevede penalità: risposta più efficace +0,75 punti, risposta neutra +0,375 punti, risposta meno efficace 0 punti. Questo significa che sui quesiti situazionali non conviene mai lasciare in bianco, perché il punteggio minimo è zero esattamente come per la mancata risposta.
Conviene rispondere a caso al concorso Ministero della Cultura 1800 posti?
Nel concorso Ministero della Cultura 1800 posti dipende dal tipo di quesito. Sugli otto quesiti situazionali conviene sempre rispondere, perché non è prevista penalità. Sui trentadue quesiti con penalità il calcolo dipende dal numero di opzioni di risposta, che il bando e le FAQ ufficiali non indicano e che sarà precisato nell'avviso di convocazione: con quattro opzioni rispondere a caso ha un valore atteso esattamente nullo, con tre opzioni è leggermente conveniente. In ogni caso, se si riesce a escludere anche una sola opzione sbagliata, rispondere conviene sempre.
Esiste una banca dati del concorso Ministero della Cultura 1800 posti?
No. L'articolo 6, comma 4 del bando del concorso Ministero della Cultura 1800 posti stabilisce testualmente che non è prevista la pubblicazione della banca dati dei quesiti prima dello svolgimento della prova, e le FAQ ufficiali allegate al bando lo confermano alla domanda 35. Tutto ciò che circola come banca dati di questo concorso è una ricostruzione commerciale o amatoriale, non materiale ufficiale: può servire come esercizio, ma non contiene i quesiti d'esame.
Come prepararsi al concorso Ministero della Cultura 1800 posti in poche settimane?
Con poche settimane a disposizione, la distribuzione del tempo che segue i pesi reali della prova del concorso Ministero della Cultura 1800 posti è questa: circa il 35% alle quattro materie specifiche del proprio codice, che valgono 11,25 punti su 30; il 25% alle sette materie comuni, usando una sintesi e non sette manuali; il 25% a logica e quesiti situazionali, che valgono altri 11,25 punti e si migliorano solo esercitandosi; il 10% a struttura del Ministero, inglese A2 e informatica, che danno punti rapidi; il 5% a simulazioni complete a tempo. In quattro settimane un manuale da novecento pagine non si finisce: serve un compendio sintetico più esercitazione.
Quanto tempo ho per ogni domanda nella prova del concorso Ministero della Cultura?
La prova del concorso Ministero della Cultura 1800 posti dura sessanta minuti per quaranta quesiti, cioè novanta secondi a quesito in media. La prova si svolge con strumenti digitali e, fino all'acquisizione definitiva delle risposte, è possibile correggere quelle già date; in caso di malfunzionamento la commissione concede un tempo aggiuntivo pari alla durata del mancato funzionamento.
Il concorso Ministero della Cultura 1800 posti è ancora aperto?
Le domande del concorso Ministero della Cultura 1800 posti si sono chiuse il 10 gennaio 2026: non è più possibile candidarsi. La procedura è però in corso e si attende la pubblicazione del calendario della prova scritta, che secondo il bando sarà resa disponibile sul portale inPA almeno quindici giorni prima della data stabilita.
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