Attivato 18/09/2026 at 10:15 am

Codici al concorso in magistratura: quali sono ammessi, come si consegnano e cosa comporta sbagliare

La regola, in una riga

Al concorso in magistratura si possono consultare soltanto i semplici testi dei codici, delle leggi e dei decreti dello Stato. Nient'altro.

È la formulazione dell'articolo 5 del bando, e va presa alla lettera. «Semplice testo» significa la norma e basta: nessuna nota, nessun commento, nessuna annotazione neppure manoscritta, nessun raffronto, nessun richiamo dottrinale o giurisprudenziale. Un codice perfettamente legittimo all'esame di avvocato è, in questa sede, materiale non consentito.

La differenza con l'esame di avvocato, che confonde molti

Vale la pena fissarla, perché è all'origine di parecchi acquisti sbagliati. All'esame di abilitazione forense sono ammessi i codici annotati con la giurisprudenza: la massima accanto all'articolo è consentita, e anzi è lo strumento di lavoro principale nelle sette ore di prova.

Al concorso in magistratura è vietata. Chi si prepara a entrambe le prove ha bisogno di due strumenti diversi, e non si tratta di una preferenza editoriale: è la differenza fra essere ammessi alla prova ed essere esclusi dal concorso.

Quali volumi servono per quali prove

Le tre prove scritte del concorso in magistratura richiedono tre corredi normativi distinti, e conviene ragionarci prima, perché i volumi normativi sono tomi consistenti e il numero di testi consegnabili non è illimitato.

Per la prova di diritto civile servono il codice civile e il codice di procedura civile con leleggi complementari. Per il penale, il codice penale e il codice di procedura penale. Per l'amministrativo, un codice amministrativo che raccolga la normativa di settore, dal procedimento ai contratti pubblici al processo.

Come funziona materialmente la consegna

I codici non si portano in aula il giorno della prova. Vanno consegnati prima, durante le operazioni identificative preliminari, che si svolgono nei giorni immediatamente precedenti l'inizio degli scritti — nella tornata di giugno 2026, il 22 e il 23 giugno, con turni organizzati per ordine alfabetico.

Sulla copertina esterna e sulla prima pagina di ciascun volume il candidato deve scrivere in stampatello cognome, nome e data di nascita. È una formalità, ma una formalità che serve: i volumi vengono controllati, accantonati e restituiti al candidato nell'aula di esame, e l'identificazione deve essere immediata.

Nel frattempo i testi restano nella disponibilità dell'amministrazione, che effettua le verifiche. È questo il momento in cui un codice non conforme viene intercettato.

Che cosa succede se si sbaglia

La sanzione è severa e non graduata. Chi introduce nella sede d'esame materiale non autorizzato è allontanato dall'aula ed escluso dal concorso.

C'è un aggravamento temporale che conviene conoscere: se l'allontanamento avviene dopo la dettatura della traccia, esso equivale a dichiarazione di inidoneità. Non è una semplice esclusione dalla giornata, è un esito negativo a tutti gli effetti.

Oltre ai codici non conformi, sono vietati anche la carta propria, i libri, i telefoni cellulari e gli smartwatch. Su questi ultimi la tolleranza è nulla: un orologio connesso lasciato al polso per distrazione produce le stesse conseguenze di un codice annotato.

Il controllo, visto da dentro

Chi non ha mai sostenuto la prova immagina un controllo sommario. Non è così: i volumi vengono aperti e sfogliati, e le verifiche si concentrano sui punti in cui le annotazioni si nascondono più facilmente — i margini, le pagine iniziali e finali, i risvolti di copertina, le sottolineature che seguono uno schema.

Il punto delicato riguarda le sottolineature e i segni. La prassi non è uniforme e il bando parla di note, commenti e annotazioni: una sottolineatura non è una nota, ma un sistema di evidenziazione che rimanda ad altro può esserlo. Il criterio prudenziale è semplice e conviene adottarlo: si porta un volume pulito.

Ne discende una raccomandazione pratica che molti candidati imparano tardi. Il codice su cui si studia e il codice che si porta all'esame possono non essere la stessa copia. Sul primo si lavora, si segna, si costruisce la propria mappa mentale; il secondo è la stessa edizione, tenuta intatta. È una spesa in più, ed è l'assicurazione più economica che esista contro un'esclusione.

Come si sceglie il codice giusto

Il primo criterio è negativo: deve essere un testo che non contiene nulla oltre la norma. Le edizioni destinate al concorso in magistratura sono pensate esattamente per questo e lo dichiarano in copertina; le edizioni «commentate», «ragionate», «annotate» o «con testi a fronte» non lo sono, per quanto ottime siano.

Il secondo criterio è l'aggiornamento. Un codice normativo è utile quanto è aggiornato, e fra la chiusura della redazione e il giorno della prova passano mesi in cui il legislatore non sta fermo. Per questo le case editrici pubblicano addende di aggiornamento: vanno procurate e vanno lette, non archiviate.

Il terzo criterio è la familiarità. Il codice che si porta all'esame dovrebbe essere lo stesso su cui si è studiato per mesi, perché sotto pressione si cerca a memoria visiva. Comprare un codice nuovo la settimana prima della prova è, paradossalmente, un modo per rallentarsi.

Le addende di aggiornamento

Un codice normativo va in stampa mesi prima della prova. In quei mesi il legislatore interviene, e alcune di quelle modifiche finiscono nelle tracce, perché le commissioni tendono a premiare la conoscenza della normativa vigente.

Le addende di aggiornamento servono a colmare quella distanza: sono fascicoli che raccolgono le novità intervenute dopo la chiusura della redazione. Vanno procurate quando escono e vanno lette, perché il loro valore sta nel sapere che cosa è cambiato, non nel possederle.

Attenzione però a un punto che riguarda direttamente le regole d'esame: l'addenda è un fascicolo a sé. Non va incollata dentro il codice né usata per annotarlo. Un codice su cui siano state riportate a mano le modifiche normative smette di essere un semplice testo e diventa materiale non consentito. Le novità si studiano prima; in sede d'esame si porta il volume così com'è.

Riepilogo

 

Concorso in magistratura

Esame di avvocato

Testi ammessi

Solo i semplici testi di codici, leggi e decreti

Codici annotati con la giurisprudenza

Note e commenti

Vietati, anche manoscritti

Vietati i commenti dottrinali; ammesse le massime

Quando si consegnano

Nei giorni precedenti, alle operazioni identificative

Controllo all'ingresso in aula

Sanzione

Allontanamento ed esclusione; dopo la dettatura, inidoneità

Esclusione dalla prova

 

Il quadro vale per le tornate qui richiamate. Le modalità concrete di consegna sono fissate di volta in volta dal decreto che stabilisce il diario delle prove: va letto ogni anno.


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