Attivato 03/09/2026 at 7:27 pm
Esame avvocato 2026; quali codici sono ammessi in aula
Esame avvocato 2026: quali codici sono ammessi in aula e come usarli
Aggiornato al 2 settembre 2026
La riforma dell'esame di avvocato ha cambiato le prove, ma ha cambiato anche una cosa che i candidati scoprono spesso troppo tardi: che cosa si può tenere sul banco. Il decreto-legge 12 giugno 2026, n. 100, convertito con la legge 6 agosto 2026, n. 145, stabilisce che durante le prove scritte in presenza sono consultabili soltanto i codici annotati con la sola giurisprudenza, senza commenti dottrinali.
È una formula stretta, e nella pratica esclude buona parte di ciò che molti candidati usano per studiare. Portare in aula il volume sbagliato significa nel migliore dei casi restare senza strumenti per otto ore, nel peggiore vedersi contestare l'irregolarità dalla commissione.
In questa guida trovi l'elenco dei codici ammessi all'esame avvocato 2026, che cosa dice esattamente la norma, quale differenza corre tra un codice annotato e uno commentato, quali codici servono in base alla materia scelta, che cosa non si può portare — e una mini guida operativa su come usarli davvero durante il parere motivato e l'atto giudiziario.
Cosa è cambiato con il DL 100/2026
Il vecchio esame prevedeva tre prove scritte e la consultazione di codici non commentati. Il nuovo modello, in vigore dalla sessione 2026-2027, è più corto ma più selettivo:
• due prove scritte in presenza — un parere motivato e un atto giudiziario — al posto delle tre precedenti;
• per ciascuna prova il candidato sceglie la materia tra diritto civile, penale e amministrativo;
• per accedere all'orale servono almeno 18 punti su 30 in ciascuno dei due elaborati;
• l'orale si articola in caso pratico, tre quesiti su materie diverse e una parte finale su ordinamento professionale, deontologia e previdenza forense, con soglia di 90 punti complessivi;
• durante gli scritti sono consultabili i soli codici annotati con la giurisprudenza.
Il quinto punto è quello che riguarda l'acquisto dei materiali, ed è anche il meno discusso. Con due prove al posto di tre e la scelta della materia su ciascuna, il codice non è più solo un supporto: è l'unico strumento ammesso in aula per entrambe le prove.
Quali codici sono ammessi all'esame avvocato 2026?
L'elenco dei codici ammessi è breve: sono ammessi i soli codici annotati con la sola giurisprudenza. In concreto, un volume è conforme quando riporta, sotto ciascun articolo, i riferimenti alle pronunce giurisprudenziali — estremi e massime — e nient'altro. Non sono ammessi i codici che accompagnano gli articoli con commenti dottrinali, note esplicative, schemi di sintesi, formulari o rinvii a contributi di autori.
La distinzione non riguarda il titolo in copertina ma il contenuto delle pagine. Esistono volumi che si chiamano «annotati» e contengono commento dottrinale, e volumi che si chiamano «commentati» ma riportano solo massime. Prima di comprare, apri il libro su un articolo qualsiasi e guarda che cosa c'è sotto: se leggi il pensiero di un autore, quel codice in aula non entra.
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Quali codici portare in base alla materia scelta
Poiché le prove sono due e su ciascuna si sceglie la materia, il fabbisogno reale dipende dalla strategia del candidato. Chi punta su una sola materia per entrambe le prove ha bisogno del codice sostanziale e di quello processuale di quella materia. Chi si copre su due materie ne ha bisogno di quattro.
Se scegli diritto civile
Servono il codice civile annotato con la giurisprudenza e il codice di procedura civile annotato. Il primo regge il parere, il secondo diventa decisivo sull'atto giudiziario, dove contano competenza, forma, termini e rito. Molti candidati sottovalutano il processuale fino a due settimane dalla prova: è l'errore di allocazione più comune.
Se scegli diritto penale
Servono il codice penale annotato con la giurisprudenza e il codice di procedura penale annotato. Sull'atto penale il codice di rito è lo strumento operativo per eccellenza — impugnazioni, termini, legittimazione — e va conosciuto nella struttura, non solo consultato.
Se scegli diritto amministrativo
Serve un codice amministrativo annotato con la giurisprudenza che raccolga, oltre alla legge sul procedimento, il codice del processo amministrativo e la normativa sui contratti pubblici. È la materia meno presidiata dall'editoria e quella in cui la scelta del volume incide di più, perché il perimetro normativo è disperso su più testi.
Cosa non si può portare in aula
Il decreto è netto sui divieti. Restano fuori:
• manuali, testi di dottrina, raccolte di schemi e riassunti;
• appunti personali di qualunque forma, anche brevi;
• formulari e raccolte di atti;
• codici commentati o comunque corredati di note dottrinali;
• telefoni, tablet, smartwatch e qualsiasi dispositivo elettronico o strumento di comunicazione.
La violazione non è una formalità: comporta l'esclusione dalla prova. Vale la pena dedicare dieci minuti, la sera prima, a sfogliare i volumi che si intende portare per accertarsi che non contengano nulla di diverso dalle massime.
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Voce |
Regola |
Nota pratica |
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Norma di riferimento |
D.L. 100/2026, conv. L. 145/2026 |
In vigore dalla sessione 2026-2027 |
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Prove scritte |
Parere motivato + atto giudiziario |
In presenza, giornate distinte |
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Materia |
A scelta: civile, penale o amministrativo |
Si sceglie su ciascuna prova |
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Consultabile in aula |
Solo codici annotati con la sola giurisprudenza |
Niente commenti dottrinali |
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Vietato |
Manuali, appunti, formulari, dispositivi |
L'esclusione è la sanzione |
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Soglia scritti |
18/30 per ciascuna prova |
Nessuna compensazione tra le due |
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Orale |
Caso pratico + 3 quesiti + deontologia |
Almeno 90 punti complessivi |
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Contributo |
62 euro via PagoPA |
Alla presentazione della domanda |
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Date |
Da decreto di indizione |
Non ancora pubblicate |