Attivato 18/09/2026 at 3:13 pm

Manuali per il concorso in magistratura 2026/2027: le nuove edizioni e come sceglierle

Perché quest'anno la scelta va rifatta

Chi ha sostenuto le prove del giugno 2026 e si prepara alla prossima tornata si trova davanti una domanda che sembra banale e non lo è: i manuali dell'anno scorso vanno ancora bene?

La risposta, per il concorso in magistratura, è quasi sempre no. Non perché i volumi invecchino male, ma perché la materia su cui si viene interrogati è la giurisprudenza in evoluzione, e un'edizione ferma a due stagioni fa fotografa orientamenti che nel frattempo si sono spostati.

Le tracce del 2026 lo hanno mostrato con chiarezza. La traccia di civile chiedeva la transazione su titolo nullo, quella di penale la bancarotta per distrazione nei gruppi societari con il richiamo ai vantaggi compensativi, quella di amministrativo il termine decadenziale nel procedimento sanzionatorio antitrust. In tutti e tre i casi il punto qualificante era un orientamento recente, non un istituto da manuale.

Le tre famiglie di strumenti

Il mercato dei testi per la magistratura si articola in tre famiglie che servono a cose diverse, e confonderle è l'errore che fa perdere mesi.

I manuali superiori di Neldiritto sono le opere estese. Sono lo strumento dello studio di fondo, quello che si fa nell'anno di preparazione: si leggono una volta con calma e si tornano a consultare per i punti controversi. Sono volumi scelti da 20 anni dagli aspiranti magistrati.

I compendi superiori sono le versioni condensate della stessa materia. Non sono manuali per principianti: presuppongono che lo studio sia già stato fatto e servono al ripasso ravvicinato, nelle settimane che precedono la prova, quando bisogna avere presente tutto insieme.

I codicinormativi sono un'altra cosa ancora: sono lo strumento da portare in sede d'esame. Al concorso in magistratura sono ammessi soltanto i semplici testi di codici, leggi e decreti, senza note né richiami, e un codice annotato — perfettamente legittimo all'esame di avvocato — comporta l'esclusione.

Come si mettono in fila

Strumento

Quando si usa

A che cosa serve

Manuale superiore

Prima fase, studio di fondo

Costruire la conoscenza della materia, comprese le questioni controverse

Rassegna di giurisprudenza

Durante tutto l'anno

Seguire gli orientamenti che si spostano dopo la chiusura della redazione

Tracce e temi svolti

Seconda fase, esercitazione

Imparare a scrivere otto ore su una traccia composita

Compendio superiore

Ultime settimane

Ripasso rapido e sistematico

Codice normativo

In sede d'esame

Unico strumento consultabile; solo testo, nessuna annotazione

Addenda di aggiornamento

Prima della prova

Colmare la distanza fra stampa del codice e giorno d'esame

 

La sequenza conta quanto i titoli: usare il compendio come primo strumento di studio è il modo più diffuso di arrivare impreparati sulle questioni.

Che cosa serve davvero il primo anno

Chi comincia adesso tende a comprare tutto insieme, e non è necessario. Il primo anno serve a costruire la conoscenza della materia, e per farlo bastano tre cose.

I tre manuali superiori, uno per materia, che sono l'investimento principale e l'unico su cui non conviene risparmiare. Una raccolta di tracce con svolgimenti ragionati, che serve fin dai primi mesi anche se si scrive un tema al mese, perché mostra che cosa ci si aspetta da un elaborato. E i codici normativi, che servono da subito: non per l'esame, che è lontano, ma per abituarsi a lavorare con lo strumento che si avrà in sede di prova, senza note e senza scorciatoie.

I compendi superiori e le rassegne di giurisprudenza aggiornate hanno senso dal secondo anno. Comprarli il primo anno significa averli obsoleti quando serviranno.

Un solo manuale per materia

È il consiglio che tutti danno e che quasi nessuno segue. La tentazione di affiancare due autori sulla stessa materia nasce dall'ansia di lasciare scoperto qualcosa, e produce l'effetto opposto: si legge due volte ciò che si sa già e non si arriva mai in fondo.

Il criterio per scegliere non è quale opera sia migliore in assoluto — sono tutte opere serie — ma quale impostazione si adatta a come si ragiona. Alcuni autori costruiscono per problemi, altri per istituti; alcuni privilegiano la ricostruzione dogmatica, altri la rassegna degli orientamenti. Conviene leggere venti pagine dello stesso capitolo in due opere diverse e scegliere quella in cui si capisce più in fretta.

Una volta scelto, si resta lì. Il tempo speso a cambiare manuale a metà percorso è tempo sottratto alla scrittura, che è la competenza che decide il concorso.

Gli autori: come ci si orienta

Nel mercato dei testi per la magistratura i nomi degli autori funzionano come marchi, e i candidati si dividono in scuole con una certa passione. Vale la pena mettere ordine, perché la scelta fra un autore e l'altro è meno decisiva di quanto i forum lascino intendere.

Roberto Garofoli è l'autore di riferimento di una parte consistente della preparazione in amministrativo e penale. Giuseppe Chinè e Andrea Zoppini firmano una delle opere più diffuse di diritto civile.

Il criterio pratico resta quello di sempre: si leggono venti pagine dello stesso capitolo in due opere diverse e si sceglie quella in cui si arriva in fondo più in fretta. E poi non si cambia più.

Quanto costa prepararsi

Vale la pena dirlo apertamente, perché è una voce di spesa che sorprende chi comincia. Un corredo completo per le tre materie — manuali superiori, compendi per il ripasso, codici normativi, raccolta di tracce — si colloca fra i settecento e i millecinquecento euro, a seconda delle scelte.

È molto, ed è la ragione per cui esistono i kit: acquistare le tre materie insieme costa sensibilmente meno che acquistarle separatamente. Chi non può affrontare la spesa in una volta ha una sequenza ragionevole: prima i tre manuali superiori, che servono per tutto l'anno; poi i codici normativi, che servono in sede d'esame; i compendi per ultimi, perché servono alla fine.

In questa edizione i Manuali e i Compendi superiori hanno anche il servizio Studioattivo in abbonamento

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