Attivato 18/09/2026 at 9:24 am

Concorsi Agenzia delle Dogane e dei Monopoli: 1.363 assunzioni in arrivo, cosa si sa finora

Il punto della situazione, senza equivoci

Su questi concorsi circolano numeri precisi e date presunte. Conviene quindi cominciare dal dato che nessuno mette in evidenza: alla data di pubblicazione di questo articolo i bandi non sono ancora stati pubblicati.

Quello che esiste è la delibera dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 538 dell'8 giugno 2026, che autorizza la spesa per 1.363 assunzioni. È l'atto con cui un'amministrazione si dà la copertura finanziaria e programma le procedure: è il presupposto del bando, non il bando.

Distinguere le due cose non è pedanteria. Finché il bando non esce non esistono requisiti definitivi, e non esistono scadenze. Tutto ciò che si legge in giro su questi punti è ricostruzione basata sulle procedure precedenti.

I numeri autorizzati

Profilo

Posti

Area

Funzionari amministrativo-tributari (FAMM)

783

Funzionari

Assistenti amministrativi (AMM)

480

Assistenti

Riserva legge 68/1999 (categorie protette)

100

Totale

1.363

 

 

Ripartizione prevista dalla deliberazione ADM n. 538 dell'8 giugno 2026. I singoli bandi possono articolare diversamente i profili.

Che cosa fa chi lavora in Dogana

Vale la pena capirlo prima di decidere se prepararsi, perché è un'amministrazione atipica. L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli unisce due anime: il controllo delle merci in entrata e in uscita dal territorio doganale, con tutto ciò che comporta in termini di tributi, accise e verifiche, e la regolazione del settore dei giochi e dei tabacchi.


Il funzionario amministrativo-tributario lavora prevalentemente sulla prima: accertamento, contenzioso, procedure doganali, accise. È un profilo tecnico, con una componente tributaria forte, che richiede una preparazione diversa da quella di un funzionario amministrativo generico.

L'assistente amministrativo opera su compiti istruttori e di supporto, con accesso tipicamente dal diploma di scuola secondaria di secondo grado.

Perché questi concorsi interessano più di quanto sembri

L'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli non ha la notorietà dell'Agenzia delle Entrate, e questo si riflette sul numero di candidati. A parità di posti, le procedure ADM tendono a raccogliere meno domande di quelle delle amministrazioni più conosciute.

È un dato che conviene tenere presente quando si decide a quali concorsi partecipare. Il rapporto fra candidati e posti conta quanto la difficoltà della prova, e su questo fronte ADM è storicamente più favorevole di altre amministrazioni fiscali.

C'è poi un elemento di prospettiva. Il profilo amministrativo-tributario doganale è specialistico: la competenza che si costruisce lì — procedure doganali, accise, normativa unionale sugli scambi — ha un mercato anche fuori dalla pubblica amministrazione, nelle imprese che operano con l'estero e negli studi di consulenza doganale.

Come sono andate le procedure precedenti

L'indicazione più affidabile su come sarà il prossimo concorso viene da com'è stato l'ultimo. La procedura ADM per l'area degli assistenti, identificata dal codice ADM/AMM, era partita da 415 posti, elevati a 461 e successivamente a 569, e prevedeva l'accesso con diploma di scuola secondaria di secondo grado.

La prova scritta si è svolta il 25 marzo 2025 con 90 quesiti da completare in 90 minuti: un minuto a domanda, che è il ritmo tipico delle selezioni di massa. Non era prevista alcuna banca dati ufficiale di quesiti.

Due elementi meritano attenzione, perché è ragionevole attendersi che si ripetano. Il primo è l'elevazione dei posti in corso di procedura, che in ADM è avvenuta due volte sulla stessa selezione: significa che il numero indicato nel bando iniziale tende a essere una soglia minima. Il secondo è l'assenza di banca dati: senza un elenco chiuso di quesiti, la preparazione si fa sulle materie, non sulla memorizzazione.

Quando potrebbero uscire i bandi

Sulla tempistica non esistono date ufficiali. Si possono però fare due considerazioni ragionevoli.

La prima riguarda la funzione dell'atto di autorizzazione. Una deliberazione di spesa come quella dell'8 giugno 2026 precede i bandi di norma di alcuni mesi, perché fra l'una e gli altri si collocano i passaggi di controllo e la predisposizione delle procedure. Alcuni mesi, non alcune settimane e neppure un anno.

La seconda riguarda il ciclo dei concorsi pubblici italiani, che si addensa in due finestre: fra fine inverno e primavera, e fra settembre e novembre. È un effetto dei tempi di bilancio più che una regola scritta, ma si ripete con regolarità sufficiente da essere un indizio.

L'unica condotta sensata resta impostare un presidio: iscriversi agli avvisi del portale inPA, controllare periodicamente la Gazzetta Ufficiale 4ª Serie Speciale e il sito dell'Agenzia. Il bando non viene annunciato in anticipo: esce, e da quel momento il tempo utile è quello della scadenza.

Che cosa si può fare adesso

La domanda pratica è se abbia senso iniziare a studiare prima che il bando esca. Per questa procedura la risposta è sì, per una ragione precisa: il dirittotributario e la disciplina doganale non si imparano in trenta giorni.

Il nucleo che con ogni probabilità resterà stabile comprende diritto amministrativo, ordinamento e organizzazione dell'Agenzia, diritto tributario, elementi di diritto dell'Unione europea nella parte relativa all'unione doganale, e le competenze trasversali ormai presenti in tutte le selezioni: informatica e lingua inglese. Su questo si può cominciare a studiare senza rischio di lavorare a vuoto.

Quello che invece non ha senso fare adesso è esercitarsi su raccolte di quiz presentate come «ufficiali». Non possono esserlo: la procedura non è ancora stata bandita.

Dove guardare per non perdere il bando

Le fonti che fanno fede sono tre: il portale inPA, dove le amministrazioni pubblicano obbligatoriamente i bandi di concorso; la Gazzetta Ufficiale, 4ª Serie Speciale Concorsi ed Esami; e il sito istituzionale dell'Agenzia.

Fra la pubblicazione del bando e la scadenza delle domande passano di norma trenta giorni. È un margine sufficiente per presentare la domanda, non per costruire una preparazione da zero.

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