Attivato 17/09/2026 at 9:14 am
Esame avvocato 2026: qual è il punteggio minimo per superare le prove scritte
Trenta punti per elaborato, diciotto per passare
È la domanda più concreta che si pone chi ha consegnato, e una delle poche a cui si può rispondere con un numero. Ogni elaborato è valutato da una sottocommissione composta da tre membri. Ciascun componente dispone di dieci punti di merito. Il massimo attribuibile a un singolo compito è quindi trenta punti.
Per superare la prova scritta occorre ottenere almeno diciotto punti su trenta in ciascuna delle due prove.
I voti non si compensano
È il punto in cui si concentra la maggior parte degli equivoci. Un candidato che prende 24 nel parere e 16 nell'atto non è ammesso all'orale, anche se la media è 20. I due punteggi non si compensano fra loro: entrambi devono raggiungere autonomamente la soglia dei diciotto trentesimi.
La conseguenza pratica è che non conviene giocare una prova sola. Chi punta tutto sul parere perché ci si sente più sicuro, e affronta l'atto con la riserva mentale di «tanto recupero», sta impostando la preparazione su un meccanismo di compensazione che non esiste. Con due scritti in due giornate consecutive, la prova debole determina l'esito.
Come sono composte le commissioni
La commissione centrale è composta da cinque membri effettivi e cinque supplenti: tre avvocati, un magistrato e un professore universitario. Quando il numero dei candidati lo richiede, sono istituite sottocommissioni aggiuntive, indicativamente una ogni trecento candidati.
Questo spiega perché la correzione richiede mesi e perché gli esiti possono variare fra distretti diversi: a correggere non è un organo unico, ma un insieme di sottocommissioni che applicano gli stessi criteri con sensibilità inevitabilmente diverse. Ricordiamo che la Corte d'appello che corregge non è quella in cui si è sostenuta la prova: l'abbinamento avviene per sorteggio.
Quanto dura la correzione e come si conoscono gli esiti
Fra la consegna degli elaborati e la pubblicazione degli esiti passano mesi. Non è inefficienza: ogni compito è letto da tre persone e le sottocommissioni lavorano su migliaia di elaborati, con sedute calendarizzate. Gli esiti sono pubblicati dalla Corte d'appello che ha effettuato la correzione, non da quella in cui si è sostenuta la prova. È un dettaglio che ogni anno genera confusione: chi controlla solo il sito della propria Corte rischia di non trovare nulla.
Il candidato ammesso all'orale riceve la convocazione con un preavviso che il bando fissa in almeno trenta giorni dal deposito dell'elenco. Chi non supera lo scritto può chiedere di accedere ai propri elaborati corretti: è un diritto, e indipendentemente da ogni valutazione sull'opportunità di impugnare, rileggere il proprio compito con gli occhi di chi lo ha valutato è il modo più rapido per capire dove si è perso.
La soglia dell'orale
Per la prova orale il meccanismo è diverso. Occorre raggiungere un punteggio complessivo di almeno novanta punti, e non scendere sotto i diciotto punti in ciascuna delle parti in cui la prova si articola.
Va segnalato che il requisito del punteggio complessivo minimo di 105 punti, in vigore nelle sessioni precedenti, era stato eliminato dal Milleproroghe d.l. 202/2024 convertito con legge 15/2025.
Che cosa fa la differenza fra 17 e 18
Nessuna commissione motiva analiticamente un diciassette. Dall'esperienza delle sessioni passate, però, alcune cause ricorrono con regolarità sufficiente da poter essere trattate come regole pratiche.
La prima è la mancata presa di posizione. Un parere che espone due orientamenti e si ferma lì non è un parere: è una rassegna. Come si scrive un parere? La commissione cerca una soluzione argomentata, anche discutibile, purché scelta e difesa.
La seconda è l'assenza di riferimenti normativi puntuali. Scrivere «secondo la giurisprudenza prevalente» senza indicare l'articolo su cui si fonda il ragionamento indebolisce l'elaborato, e in sede di correzione pesa più di quanto si immagini. Come si scrive l'atto?https://shop.enneditore.it/products/come-si-scrive-latto-di-penale-2026-con-formulario-per-lesame-scritto-di-avvocato
La terza è la gestione del tempo. Sette ore sembrano molte finché non si è dentro. Gli elaborati che si interrompono a metà dell'ultima parte, o che si chiudono con due righe frettolose, raramente superano la soglia, anche quando la parte iniziale è ottima. Lo sai che abbiamo un metodo collaudato per insegnarti a scrivere il parere e l'atto?
La quarta riguarda i codici. Sono l'unico strumento consultabile, affidati ai codici usati da 20 dagli aspiranti avvocati e chi arriva all'esame senza aver mai lavorato sul proprio codice — senza sapere dove sono le massime che gli serviranno, senza aver preso confidenza con l'indice analitico — perde in ricerca il tempo che serviva per scrivere.
Il peso della forma
Un elemento che i candidati sottovalutano con regolarità è la leggibilità materiale dell'elaborato. Chi corregge legge decine di compiti manoscritti in sequenza: una grafia faticosa, una struttura senza capoversi, un testo privo di segnali di articolazione costringono a un lavoro di decifrazione che non aiuta.
Non serve una calligrafia elegante. Servono paragrafi riconoscibili, una scansione visibile fra premessa, svolgimento e conclusione, e periodi che finiscano. È l'accorgimento meno tecnico di tutti ed è fra i più efficaci.
Vale anche per la lunghezza. Un elaborato di venti pagine non vale più di uno di dieci: se il tema è trattato, è trattato. Le pagine in eccesso di solito contengono ripetizioni, e la ripetizione in sede di correzione non è neutra, perché segnala che il candidato non ha saputo selezionare.
I numeri in sintesi
|
Prova |
Punteggio massimo |
Soglia |
Compensabile? |
|
Prima prova scritta |
30 punti |
18/30 |
No |
|
Seconda prova scritta |
30 punti |
18/30 |
No |
|
Prova orale |
secondo il bando |
90 punti complessivi, minimo 18 per ciascuna parte |
No |
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