Attivato 17/09/2026 at 10:03 am

Semestre filtro medicina 2026/2027: come funziona, quando sono le prove e cosa c'è nel syllabus

Prima di tutto: si chiama semestre aperto

Nei documenti del Ministero dell'Università e della Ricerca il nome è semestre aperto. «Semestre filtro» è la formula giornalistica che si è imposta nell'uso comune, ed è quella che quasi tutti digitano quando cercano informazioni, ma nei decreti e sul portale Universitaly il termine ufficiale è l'altro. Vale la pena saperlo, perché cercando «semestre aperto» si trovano le fonti primarie, cercando «semestre filtro» si trovano soprattutto i commenti.

Il quadro normativo per l'anno accademico 2026/2027 è fissato dal decreto ministeriale n. 941 del 10 luglio 2026 e dal decreto direttoriale n. 249 del 13 luglio 2026.

Come funziona, in concreto

Il test d'ingresso non esiste più. Al primo semestre dei corsi di Medicina e chirurgia, Odontoiatria e protesi dentaria e Medicina veterinaria ci si iscrive liberamente, senza alcuna prova preventiva, registrandosi su Universitaly. Per il 2026/2027 la finestra di iscrizione è stata aperta dal 13 luglio al 3 agosto 2026, con un contributo di 250 euro e pagamento entro il 6 agosto. All'atto della domanda si indicano almeno dieci sedi per il corso principale e cinque per il corso affine.

Il semestre prevede tre insegnamenti da sei crediti ciascuno, per un totale di diciotto CFU: Biologia, Chimica e propedeutica biochimica, Fisica. Le lezioni sono iniziate il 1° settembre 2026.

La selezione avviene alla fine del semestre, attraverso gli esami. Ed è qui che il meccanismo diventa decisivo.

Come si forma la graduatoria

La graduatoria è nazionale ed è divisa in tre sezioni gerarchiche, in base al numero di esami superati con voto pari o superiore a diciotto trentesimi. Chi ha superato tutti e tre gli esami riceve un bonus di 300 punti; chi ne ha superati due, 200 punti; chi uno solo, 100 punti.

La parola chiave è gerarchiche. Chi si trova in una fascia superiore precede sempre tutti quelli delle fasce inferiori, indipendentemente dai voti. Uno studente con tre esami superati a 18 sta davanti a uno studente con due esami superati a 30 e lode. Non è una graduatoria per media: è una graduatoria per numero di esami, dove i voti servono solo a ordinare all'interno della stessa fascia.


La conseguenza pratica è netta e va detta chiaramente: la strategia di concentrarsi sulle due materie in cui si è più forti, trascurando la terza, è la strategia che fa perdere il posto.

Com'è fatta la prova

Ciascun esame si compone di 31 domande: 21 a scelta multipla e 10 a completamento. Il tempo a disposizione è di 50 minuti, aumentato rispetto ai 45 del primo anno di applicazione; la pausa fra una prova e l'altra è di 30 minuti, anch'essa aumentata rispetto ai 15 precedenti.

Il punteggio assegna 1 punto per ogni risposta esatta, 0 per quella omessa e una penalità di 0,1 punti per quella errata. Il massimo complessivo è di 93 punti. La penalità è contenuta, ma non nulla: rispondere a caso su tutto non conviene, rispondere quando si è ristretto il campo a due opzioni sì.

Una novità importante del 2026/2027 riguarda i due appelli: il sistema considera automaticamente il miglior risultato utile, purché pari o superiore a 18, senza che lo studente debba esercitare un'opzione. È la correzione di un meccanismo che nel primo anno aveva prodotto errori e contenzioso.

Il calendario del 2026/2027

Appuntamento

Data

Pubblicazione dei syllabus ministeriali

19 giugno 2026

Iscrizioni su Universitaly

13 luglio – 3 agosto 2026

Inizio delle lezioni

1° settembre 2026

Primo appello

10 dicembre 2026

Esiti del primo appello

23 dicembre 2026

Secondo appello

11 gennaio 2027

Esiti del secondo appello

20 gennaio 2027

Graduatoria nazionale

22 gennaio 2027, ore 16:00

Termine per le immatricolazioni

28 gennaio 2027

 

Le date sono quelle indicate dal Ministero. Il calendario è nazionale e uguale per tutti gli atenei.

Che cos'è il syllabus 

I syllabus sono i programmi ufficiali delle tre materie, pubblicati dal Ministero il 19 giugno 2026 sul proprio sito e su Universitaly. Sono tre documenti — Biologia, Fisica, Chimica e propedeutica biochimica — validi per tutti e tre i corsi di laurea interessati.

Non sono un'indicazione di massima: delimitano i contenuti su cui possono vertere le domande. La revisione del 2026 ha eliminato le sovrapposizioni fra le discipline, aumentato le esercitazioni di Fisica e introdotto esempi applicativi e casi di studio; alla loro redazione hanno partecipato docenti universitari, insegnanti di scuola secondaria e professionisti sanitari.


Studiare fuori dal syllabus è tempo sprecato; studiare dentro il syllabus senza esercitarsi sulle domande è metà del lavoro. Questi esami non chiedono di esporre, chiedono di risolvere in meno di due minuti a domanda.

I numeri: quanti posti, quanti iscritti, quanti ce la fanno

Per il 2026/2027 il decreto firmato il 7 agosto 2026 ha fissato 30.225 posti complessivi: 27.001 per Medicina, 1.825 per Odontoiatria, 1.399 per Veterinaria. Di questi, 18.889 sono assegnati tramite la graduatoria del semestre aperto negli atenei statali, in aumento del 9,3 per cento rispetto ai 17.278 dell'anno precedente.

Gli iscritti al semestre sono 62.200, in leggero calo rispetto ai 64.825 del 2025/2026. Il rapporto fra iscritti e posti resta intorno a tre a uno.

Il dato più istruttivo viene però dal primo anno di applicazione. Nel 2025/2026 gli idonei sono stati 22.500 a fronte di 17.278 posti. Ma guardando le singole materie il quadro cambia: Chimica ha superato i 24.000 promossi, Biologia i 21.000, Fisica si è fermata poco sopra gli 11.000.

Fisica è la materia che decide

Quel dato — meno della metà dei promossi di Chimica — non è una curiosità statistica. In un sistema dove la fascia si determina sul numero di esami superati, e dove chi ne supera tre precede sempre chi ne supera due, Fisica è matematicamente la materia che assegna i posti.

Le ragioni sono note a chi insegna. Fisica è la materia in cui gli studenti arrivano con la preparazione scolastica più disomogenea, perché il programma varia moltissimo da un indirizzo all'altro; è quella che richiede più esercizio numerico e meno memoria; ed è quella che gli studenti rimandano, perché è la più faticosa da iniziare.

Chi imposta la preparazione mettendo Fisica per ultima sta replicando l'errore che l'anno scorso ha lasciato fuori migliaia di studenti che avevano superato le altre due.

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